CARI AMICI, re- inauguro oggi questo spazio che mi hanno suggerito di aprire adesso che ho anche qualche possibilità comunicativa in più dopo che abbiamo installato la parabola satellitare, uno spazio per seminare un po’ di pensieri e continuare a unire i nostri cammini attraverso la fantasia della diversità di ciò che ognuno sta vivendo. Inizio con la spiegazione del titolo di questo spazio FALAS MOREM, FALAS EDHE JEPNI, una frase che ho ripetuto tantissime volte e che mi piace; la traduzione la trovate nel sottotitolo; desidero che questo sia uno spazio dove è la gratuità a parlare…dove ciascuno può trovare gratuitamente qualcosa che gli serve per vivere e che viene dal tesoro dell’annuncio dell’Amore ad altre persone…desidero che questo sia uno spazio dove due chiese si possono incontrare attraverso la vita di persone che si incontrano, noi. E tutto questo “gratuitamente”…Gesù non fa il suo interesse ma il nostro; tutto quello che qui ci sarà, sarà per la vita di ciascuno di voi che leggete…e quello che da qui prenderete nessuno ve ne chiederà conto…voglio che sia un DONO. Vi scrivo questi pensieri al termine di una estate un po’ nuova anche per me in cui siamo stati impegnati nelle attività di animazione estiva nei nostri villaggi…abbiamo fatto Suç (il villaggio della missione), stiamo concludendo Burrel, sono venuti degli amici da Edolo e ci han dato man forte a fare il campo a Baz…e in contemporanea abbiamo fatto anche Ulez e Bushkash. Tanti volti di bambini incontrati… tanti…tanti mai visti…tanti nemmeno battezzati e nemmeno cattolici…tanti volti per i quali abbiamo provato ad essere un piccolo segno di Amore sperando di suscitare in loro la sana curiosità del “da dove viene” questa passione per loro. Ci siamo riusciti??? Non lo so…, noi lo speriamo…e vedremo se durante l’anno qualcuno di più si ricorderà di noi. Queste attività le realizziamo insieme ad alcuni giovani albanesi che vivono con noi in questo tempo e ci aiutano per l’animazione: Genti, Alessandro, Gjergji e Augustin (che è l’unico seminarista della nostra diocesi)…e poi insieme alle suore Dorotee che condividono con noi la presenza qui in Albania. Anche le nostre sono storie e vite che si incrociano in nome del nostro essere amici di Gesù e in nome del desiderio di mettere gratuitamente ciò che siamo al servizio di altri.
Due pensieri per raccontare due cose vissute in questi mesi. Le esperienze vissute durante le attività estive dei villaggi mi han fato sperimentare come sia profondo e assetato il bisogno di relazione che hanno questi ragazzi ed è in questo bisogno che si potrà inserire il lavoro di evangelizzazione. Cito solo un esempio emblematico; un giovane musulmano, davvero in gamba, che ci aiuta nelle attività e partecipa alla vita della missione (non puo farsi battezzare perché la famiglia ha tradizione musulmana e indicazioni dei vescovi è che questi ragazzi diventino maggiorenni e poi potranno eventualmente iniziare il catecumenato), verso la fine delle attività estive mi ha detto queste parole. Stavo partendo per portare all’aereoporto i ragazzi di Edolo, si stavano salutando con i nostri ragazzi e a un certo punto questo ragazzo musulmano mi prende in parte e mi dice: “tu però ritorni indietro subito vero?…e resti ancora vero?”….queste parole mi hanno colpito profondamente e ho capito che non è tanto quello che posso fare che è importante ma è la possibilità di donare a loro delle relazioni che gli permettono di scoprire la bellezza di ciò che sono dentro la cosa che puo’ servire a loro e a noi. Il vero lavoro che possiamo fare è proprio quello di far scoprire la dignità e la bellezza della vita attraverso l’esperienza di relazioni sincere che trasformano la vita anche se magari il contesto in cui si vive non sembra offrire grandi cose…ma delle persone belle trasformano anche la realtà che le circonda.
Una seconda cosa che ho vissuto in questi giorni è stato il viaggio a Peshkopi…una città sperduta in mezzo alle montagne, sul confine della Macedonia, che si raggiunge con due orette di strada dopo la nostra missione; siamo andati là perché come chiesa cattolica là non si è presenti da moltissimo tempo e non sappiamo nemmeno se ci sono dei cattolici…e vorremo vedere se possiamo fare qualcosa. Siamo andati cosi per vedere una prima volta questi luoghi e siamo passati dalla Moschea essendo la città musulmana…ci ha accolto con profonda amicizia il responsabile e ci siamo intrattenuti con lui per un paio d’ore in colloquio di amicizia. Mi ha profondamente colpito il suo desiderio di “collaborare” con noi…ci ha chiesto un sacco di notizie sul Vangelo, su cosa dice Gesù…; lui stesso ci ha dato qualche notizia sui cattolici presenti nella città. E’stato un momento bello che mi ha aiutato a riscoprire che il Vangelo che noi leggiamo con superficialità tante volte, è una novità invece per tante persone che ancora non lo conoscono; non so cosa potremo fare per quella città…ma torneremo per cercare qualche cristiano e capire cosa possiamo fare per far risuonare anche lì la bella parola di un vangelo che dà bellezza alla vita. Chi lo direbbe che cosi vicino a casa nostra ci sono cosi tante persone che ancora non conoscono Gesù??? E’ una provocazione forte…
Va bene come inizio??? Spero che questo spazio possa servire a tutti…sto ancora imparando ad usarlo…ma con affetto vi faccio giungere queste parole. Grazie a chi mi ha aiutato a costruire questo spazio di gratuità….a tutti il mio saluto e la mia amicizia… don Roberto
Ciao don,
Ho letto con attenzione il tuo post, è davvero strano sentire che c’è gente per la quale il vangelo è una novità assoluta, forse dovrebbe esserlo ancora anche per noi che siamo (o almeno ci dicamo) cattolici!!!
Mi ha molto fatto riflettere di quanto la missione sia importante anche qui fra noi… insomma siamo legati a doppio filo!!!
Un saluto e un abbraccio a tutti.
Bravo don, così si fa! Uno spazio per condividere i pensieri è quanto mai utile di questi tempi. E poi davvero essere così vicini e così lontani allo stesso tempo deve farci riflettere su tutto quello che abbiamo senza aver fatto alcuna fatica per conquistarlo. Dobbiamo ricordare che qualcuno quella fatica l’ha fatta per noi e tornare un po’ alle origini del nostro essere cristiani ed all’essenzialità della vita.
Un abbraccio
Lorenzo
Incontri che hanno un volto, una storia da raccontare. Verrebbe da dire che basta poco per accogliere una persona, basta sapersi mettere in ascolto e aprire il cuore in uno scambio reciproco. Purtroppo per noi quel “basta poco” è troppo impegnativo: presi dai mille impegni quotidiani non riusciamo a guardare l’altro, la persona che incontriamo, negli occhi. Grazie per la testimonianza di una vita vissuta senza barriere
Ciao don,
complimenti sinceri per il lavoro che stai facendo!
riprendendo scherzosamente una frase di madre Teresa……….sei proprio una bella matita nelle mani di Dio.
Fa riflettere il termine GRATUITAMENTE in una società completamente impostata sulla logica del commercio, dovremmo davvero soffermarci a pensare che il bene più prezioso è meravigliosamente gratis, siamo solo tanto ciechi da non vederlo o tanto limitati da non volerlo vedere.